Lascerò Facebook?

14 11 2008

Questa sera lascerò facebook? Ieri commentando il post di Dj Vespa sull’incontro di questa sera all’Amantes propettavo la possibilità di lasciare facebook, cancellando il mio account. I motivi sono noti: privacy zero, perdita di tempo, mail intasata e (forse soprattutto) quello snobismo che mi prende quando qualcosa a cui io mi sono avvicinato in tempi non sospetti diventa improvvisamente The Big Thing. Ci sono molti motivi per cui Facebook non mi piace e, in un certo senso, lo vedo davvero come un pericolo per la rete, soprattutto riguardo gli utenti meno 2.0, cioè la maggior parte dei miei amici e conoscenti, quelli che non hanno un blog, non hanno flickr, non consultano wikipedia, quelli quindi che usano la rete per controllare i titoli di repubblica.it e, da poco, per facebook. La mia paura è che facebook diventi una rete nella rete, e che sempre più utenti al posto di collegarsi al web si colleghino direttamente ed esclusivamente a fb. Non credo, come suggerisce il dibattito di questa sera, che fb rosicchi audience ai blog (io credo che solo i bloggers leggano i blog, gli altri, se lo fanno, lo fanno inconsapevolmente o non lo fanno proprio), ma credo che alla lunga possa intorpidire l’utenza sugli sviluppi del web. Pensateci: io già adesso ricevo dei “bollettini”, sorta di giornaletti creati e diffusi esclusivamente via facebook, sempre più personaggi pubblici hanno la loro pagina di cui si può diventare fan, facebook è come il bignami della rete: ci sono i video, ci sono i post, ci sono le informazioni, ci sono le foto, ci sono cose divertenti che fanno ridere, tutto più piccolo e annacquato. Dj Vespa dice che può essere utile per il lavoro che facciamo (“comunicazzzione”), ma su questo non sono particolarmente d’accordo, certo puoi facilmente reperire informazioni su chiunque, come la mail del determinato tizio, della determinata azienda che ti serve, ma non credo che un contatto nato su facebook possa tornarti particolarmente utile. Cioè se devi intervistare o fotografare Walter Veltroni, facebook è inutile. Magari serve a far vedere che ci sei, che sei connesso. Ma punto. Può servire alle aziende, che creano pagine dedicate ai loro prodotti, e questo è uno degli aspetti che mi piace meno. Gli artisti, i videomaker e i musicisti rimangono comunque su myspace, da questo punto di vista molto più performante. Un’altra (non)feature che non mi piace è l’assoluta impossibilità di cambiare o abbellire il layout della pagina, trovo quest’uguaglianza imposta davvero fastidiosa. Perchè la mia pagina dev’essere uguale a quella di Filippo Facci? Perchè devo utilizzare solo l’azzurro?

Però. Però ieri sera mentre facevo un giretto, mi scaricavo le foto che ho paura di perdere nel caso lasci il servizio, mi salvavo le email di chi mi interessa, ho pensato che qualche cosa di buono c’è. Certo, è inutile e non umano poter ritrovare gente persa da 20 anni, che magari neanche all’epoca ti stava così simpatica, è inutile aggiungere 400 persone come “amici”, è inutile scambiarsi gintonic virtuali e diventare fan di sapientino, ma è utile poter restare in contatto con chi magari prima vedevi tutti i giorni sulla scalinate di palazzo nuovo e adesso, causa lavoro di entrambi, incontri una volta al mese, è utile (per chi ce l’ha) vedere come cresce la tua nipotina che abita a Londra, è bello ritrovare chi ti stava davvero simpatico e hai perso per i casi della vita, è bello condividere con i tuoi compagni di viaggio le foto delle vacanze. Per esempio, una delle cause che potrebbe farmi rimanere su Facebook è questa: ieri i miei ex colleghi del giornale su cui scrivevo hanno aperto un gruppo dedicato a questa testata. Ed è stato come tornare in redazione, molto di più che seguire il loro sito, è stato tornare nella redazione dove ho passato ore e ore della mia vita. Forse basterebbe un uso più consapevole, basterebbe rendersi invisibili ai più e condividere ciò che vuoi con chi vuoi. Forse dovrei cancellarmi (definitivamente) e poi rientrare con un altro spirito. Forse dovrei cancellarmi e basta. O forse potrei semplicemente tenerlo, cagarlo di meno, e aspettare che faccia la fine di Second Life (cosa che adesso mi viene difficile pensare, ma sicuramente arriverà un facebook più bello di fb, 3 anni fa pensavo non ci fosse nulla per il p2p meglio di soulseek…).

Una cosa è certa: l’incontro di stasera e l’interesse mediatico che ha suscitato, questi miei dubbi esistenziali sul fatto se cancellare o meno il mio account di fb, i post che stanno fioccando ultimamente sui blog, dimostrano che facebook è penetrato in profondità nelle nostre esistenze. Forse troppo però. Ed è per questo che il dubbio rimane. Io il mac stasera lo porto, ascolto il dibattito. Poi decido.