I Wanna Be Somebody

2 09 2008

Domani è il compleanno di Blackie Lawless, per chi non lo conoscesse leader e cantante dei W.A.S.P. ma anche estemporaneo erede di Johnny Thunders nei New York Dolls (e già questo basterebbe a rendermelo simpatico, oltre al cognome che si è scelto). Volente o nolente considero i W.A.S.P. un pezzo della mia formazione musicale, circostanza coerente e con quel sottile filo che mi ha sempre legato alle sonorità più “aggressive” offerte dalla nostra amata musica leggera contemporanea. Intendiamoci: non ho i capelli lunghi, non possiedo scarpe da basket alte e ho cessato di vestire le magliette con i teschi fin dall’adolescenza, ma ho sempre avuto il massimo rispetto, e una fortissima (e a volte malsana è vero) attrazione per tutto quanto potesse suonare più forte e più veloce (non che i W.A.S.P. siano particolarmente incazzati). Per anni l’ho vissuta come una perversione, non che io la nascondessi o la vivessi come tale, ma in anni in cui via via hanno imperversato i musicisti che si guardavano le scarpe, o quelli che sbracciavano, o quelli che… “se va via la luce siamo fottuti!” (comunque tutta gente che ho sempre apprezzato e di cui non posso non definirmi fan), mi è capitato sovente di essere guardato come un marziano quando affermavo di ascoltare (anche) heavy metal. Anni in cui vedere un headbanging su MTV era pura utopia. Così diversi dalla mia felice infanzia, quando era normale ascoltare il metallo, almeno tra noi maschietti desiderosi di differenziarci dalla femmine travolte da Masini e Vallesi.

Ultimamente invece mi sembra di assistere a un ritorno del rock nella sua forma più pesante e cacofonica: alcune radio sono ritornate a programmare musica robusta, e anche in televisione e sul web (dove non è mai morto) il metal è vivo e lotta insieme a noi: Sebastian Bach ha pubblicato un nuovo disco, quello dei Guns N’ Roses vedrà tra poco la luce (incrociamo le dita), i Judas Priest sono ancora sulla strada così come gli AC/DC. Lo spazio mediatico dedicato a questi avvenimenti, su media di settore e non, è sempre maggiore, a scapito dell’hip hop e dell’elettronica, veri mattatori degli ultimi due lustri. In america Dee Snider partecipa ai reality show insieme a Scott Ian, proseguendo la gloriosa tradizione di Ozzy, e magicamente i jeans dei ragazzini sono passati da oversize a skinny.

A tutto ciò aggiungete questo (il cui successo è perfettamente spiegato dalla frase che da il titolo al post e al video di qui sotto).

Non che adesso mi aspetti i Napalm Death in cima alle classifiche. Ma c’è di che stare allegri.

Buon compleanno Blackie.

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One response

28 03 2009
Den Svarte Siden « Indieandre

[…] edulcorata, la potete leggere online ma anche, udite udite, su Gq. Ed è un ulteriore segno che è finalmente giunta la rivincita dell’heavy metal. E tra poco il conte sarà a piede […]

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