Dimenticatevi Toscani – Choc Social Advertising

29 10 2008

Dimenticatevi Toscani e la sua anoressica, dimenticatevi il malato di aids, gli spot anti stragi del sabato sera, dimenticatevi il concetto di immagine choc che avete dentro di voi. O almeno, io tutte queste cose me le sono dimenticate quando ho visto l’immagine di cui vi sto parlando, e non sono nè uno di primo pelo, nè uno facilmente impressionabile (vi basti pensare che ho visto Nekromantik 4 volte). Da uomo quest’immagine mi ha sconvolto (vabbè, diciamo turbato), da addetto ai lavori la trovo geniale e perfettamente in linea con il suo obiettivo: trasmetterci l’orrore e la follia che certa gente cova dentro, e l’orrore che cert’altra si porterà dentro per sempre. Turbarci appunto, di fronte a ciò che nulla può fare se non turbare, indignare o choccare.

Vi sottolineo che si tratta di una vera pubblicità, presa da un libro della Taschen, non uno scherzo. Chi la vuol vedere la trova qui (NB: a mio parere potrebbe urtare le persone più sensibili).

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4 responses

30 10 2008
virus1973

Immagine che colpisce sul serio, però ha un che di rarefatto, di finto, di pop che un po’ ne vanifica il messaggio. Non so a me l’unica che è sempre rimasta impressa è quella di toscani del ragazzo che muore d’aids e sembra un cristo sofferente in croce, forse perché sessualmente appartengo alla generazione nata con l’incubo della malattia.

30 10 2008
indieandre

Trovi? è proprio l’atmosfera rarefatta che secondo me le dona forza, ma soprattutto mi colpisce l’idea. mi sembra molto forte immaginarsi una bambina con la bocca da bambola gonfiabile. e avere il coraggio di farla uscire sulla stampa.

30 10 2008
virus1973

Indubbiamente. Il coraggio serve soprattutto in una società ipocrita dove i problemi non bisogna mai affrontarli troppo direttamente ma lasciare fuggano rapidamente dai nostri inconsci spesso anestetizzati.

30 10 2008
virus1973

Indubbiamente. Il coraggio serve soprattutto in una società ipocrita dove i problemi non bisogna mai affrontarli troppo direttamente ma lasciare che fuggano rapidamente dai nostri inconsci spesso anestetizzati.

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