Depuratela

18 06 2009

Non so a voi, ma io credo che l’ultima pubblicità della Rocchetta sia da denuncia penale. Non pensavo che nel 2009 permettessero ancora di diffondere certi messaggi. VIVA VIVA L’ANORESSIA (lo dico io non loro). Ma chi l’ha fatta?





Online Firing 2.0

19 12 2008

Di primo acchito la notizia è di quelle che lasciano senza fiato, increduli: un’agenzia creativa belga ha indetto una sorta di grande fratello online per far decidere al pubblico quale dei suoi dipendenti debba essere licenziato. E’ stata creata una pagina ad hoc, in perfetto stile 2.0. Titolo: You Choose, We Fire. Il pubblico può vedere i volti degli otto candidati, leggerne il curriculum (credo, il sito è in fiammingo) e votare la testa da tagliare. Scandalo. Ma siamo sicuri che sia vero? Sulla loro homepage si definiscono “Buzz Producers” e con questa operazione si dimostrano sicuramente bravi nel loro lavoro: la loro homepage finirà linkata sui blog di tutto il mondo, ci sarà chi ci si scaglierà contro e chi invece loderà il coraggio dell’iniziativa. Risultato? Secondo me più lavori e, alla fine, nessun licenziamento. Mi immagino il disclaimer “siamo lieti di annunciare che dato l’interesse suscitato da youchoosewefire abbiamo preso tre grossi clienti che ci permetteranno di non sacrificare nessun componente del nostro staff”.  D’altronde i responsabili dell’operazione dichiarano che nelle loro intenzioni vuole essere un’opera di sensibilizzazione della società nei confronti della crisi. Nel senso che la crisi te la sbattono in faccia senza se e senza ma, con tutte le conseguenze del caso. Ma voi accettereste di partecipare a un’iniziativa del genere nella vostra azienda se fosse vera? Io no, mi licenzierei e mi risparmierei lo stillicidio. Secondo me anche i “poveri” creativi belgi farebbero lo stesso. E’ per questo che credo, e soprattutto spero, che sia una temeraria azione di marketing online piuttosto che una reale gogna pubblica. Buzz Producers, ça va sans dire.

grazie a max per la segnalazione





Dimenticatevi Toscani – Choc Social Advertising

29 10 2008

Dimenticatevi Toscani e la sua anoressica, dimenticatevi il malato di aids, gli spot anti stragi del sabato sera, dimenticatevi il concetto di immagine choc che avete dentro di voi. O almeno, io tutte queste cose me le sono dimenticate quando ho visto l’immagine di cui vi sto parlando, e non sono nè uno di primo pelo, nè uno facilmente impressionabile (vi basti pensare che ho visto Nekromantik 4 volte). Da uomo quest’immagine mi ha sconvolto (vabbè, diciamo turbato), da addetto ai lavori la trovo geniale e perfettamente in linea con il suo obiettivo: trasmetterci l’orrore e la follia che certa gente cova dentro, e l’orrore che cert’altra si porterà dentro per sempre. Turbarci appunto, di fronte a ciò che nulla può fare se non turbare, indignare o choccare.

Vi sottolineo che si tratta di una vera pubblicità, presa da un libro della Taschen, non uno scherzo. Chi la vuol vedere la trova qui (NB: a mio parere potrebbe urtare le persone più sensibili).