Do It Yourself

19 11 2008

Lasciamo per un attimo perdere Facebook, chi vivrà vedrà, qualcosa succederà. Torniamo a parlare di fai da te, anzi di Do It Yourself, come nella migliore tradizione. No, non torniamo a parlare di uncinetto (o almeno non del tutto), ma volevo ricollegarmi alle disavventure patite ieri dalla mia ragazza, alla vana (vanissima) ricerca di un oggetto davvero bizzarro: un maglioncino nero, da donna, semplice semplice. Mica tanto semplice, almeno per la nostra società. Al capo in questione venivano richieste tre caratteristiche irrinunciabili (oltre al colore nero e alla foggia): 1) essere prodotto in Italia (o quanto meno non in paesi asiatici tipo Cina, Taiwan, Bangladesh con politiche lavorative poco limpide ecc.) e quindi dallo spettro dei negozi possiamo già togliere H&M, Zara e compagnia cantante. 2) essere di lana, almeno in una buona percentuale (50%?). 3) non costare uno stipendio. Bene, la ricerca si è rivelata vana: poliestere a go-go, etichette rivelatrici e prezzi improponibili (almeno per capi 10% lana e il resto…). Nella Torino all’avanguardia, always on the move, capitale mondiale del design ecc ecc. sotto i 100 euro un maglione nero, di lana e prodotto seguendo le regole dell’etica e della morale (e, non guasta, della sostenibilità ambientale) non ve lo danno. Neanche gli amici. Ecco allora che entrano in scena i ragazzi di Threadbanger, di cui abbiamo già parlato qui, geniale sito in cui, attraverso dei video divertentissimi, potrete imparare a realizzare da soli qualsiasi capo alla moda vi venga in mente, utilizzando materiali insoliti, di riciclo e magari che considerate inutili (tipo una vecchia spugna). Inoltre vi verranno segnalati designer e fashionistas cutting edge, negozi (ok la maggior parte stranieri), serate (idem)… Insomma, la visita al sito e soprattutto al loro canale youtube vale il prezzo del biglietto, come si dice, e soprattutto, forse, vi renderà consumatori (ancor) più consapevoli e, perchè no, più fighi. Do It Yourself.

threadbanger





Me lo faccio all’uncinetto

10 11 2008

Microrevolt propugna il lavoro a maglia come forma di resistenza contro la globalizzazione e lo sfruttamento del lavoro minorile e di quello delle donne. L’attacco è rivolto, meraviglia delle meraviglie, principalmente contro NIKE e GAP. Per aiutare gli utenti Microrevolt offre un tool utilissimo e decisamente figo: si chiama knitPro, un servizio online che trasforma in schemi per uncinetto e ferri da maglia qualsiasi immagine voi vogliate. Di seguito un bel tutorial di threadbanger dedicato ai novizi della pratica.